Predappio


 

Municipio piazza S. Antonio 3 - tel. 0543/921711

www.comune.predappio.fc.it

   


Circondata da vigneti pregiati, fra calanchi e banchi d'argilla che si fanno più frequenti procedendo verso l'Appennino, Predappio s'incontra sulla Statale 9 ter, risalendo la vallata del Rabbi. Nettamente divisa dall'antica Predappio (denominata Predappio Alta con regio decreto del marzo 1936), è la testimonianza dell'impegno di Benito Mussolini per valorizzare i luoghi che gli dettero i natali. L'intervento più vistoso è la trasformazione della vecchia frazione di Dovìa, dov'è ubicata la casa dell'ex-dittatore, che divenne in breve capoluogo comunale. Nell'ambito di quella che fu un tempo Dovìa (Duae viae, cioè due strade: per Rocca S.Casciano e per Premilcuore) è evidente una concezione architettonica particolare dettata dai numerosi edifici e costruzioni nel tipico stile dell'epoca fascista. L'antica Dovia, del resto, il cui sviluppo fu deciso nel 1924, appena un secolo fa non era che un piccolo agglomerato di case rurali.
La cerimonia di fondazione del nuovo paese avvenne il 30 agosto 1925, grande assente il capo del governo che invece ne fu ispiratore e assiduo controllore. La causa ufficiale della fondazione del nuovo centro abitato - a differenza di Sabaudia e Littoria - fu trovata inserendo, con regio decreto, Predappio Alta negli elenchi dei centri abitati che erano interessati da forti movimenti franosi, tali da compromettere la stabilità degli edifici e la sicurezza degli abitanti. Una perizia del genio civile attestò che si rendeva quanto mai necessario spostare l'antico sito di Predappio Alta in un'area più a valle. Venne individuata l'area di Dovìa-Predappio. Il piano generale della città fu elaborato nel 1926 (ma la storia costruttiva del paese copre un arco di 15 anni) da Florestano Di Fausto, architetto ed ingegnere romano, seguendo uno studio dell'ufficio del Genio Civile di Forlì. Predappio diventò meta obbligata delle personalità che occupavano le più alte cariche dello stato, degli esponenti della nobiltà, della casa regnante e dello stesso re.


Progetto "Atrium" i tesori del Novecento entrano nella
storia si tratta di una rotta che unisce 18 città di undici
paesi del Sud est europeo legate da un minimo comune denominatore essere segnate da uno dei tanti totalitarismi che hanno solcato il Novecento. Perle del Ventennio.
La Casa del Fascio è solo una tappa del tragitto che
trova in Predappio il suo principale forziere.
Con la conduzione di Frassineti e di Ulisse Tramonti,
docente universitario ed esperto della commissione
italiana per “Atrium”, ha permesso di puntare la torcia
della divulgazione storica su una miriade di tesori.
«Perché a Predappio - analizza Tramonti - si concentra
tutta la cultura architettonica di quel periodo.
Fino al 1931 eclettica, fino al 1936 razionalista e,
dall’inizio dell’impero, arte fascista».

ATRIUM è un progetto ambizioso che mira a dare maggiore attenzione ad un elemento chiave della storia europea del ventesimo secolo, il patrimonio culturale e la memoria.





 

uva Sangiovese

 



Benito Mussolini


L'impianto urbanistico di Predappio

La "Città del Duce", così come volle ridisegnarla Florestano Di Fausto, si sviluppa sulla strada provinciale di fondovalle lungo una sorta di percorso trionfale che culmina nella piazza su cui si erge la Chiesa di S.Antonio. Sulla via che taglia il paese (prima Via Benito Mussolini, poi Giacomo Matteotti, in una sintesi efficace delle alterne sorti del regime) si ergono isolati gli edifici funzionali alla vita del paese. A Predappio, spesso chiamati dallo stesso Mussolini, operarono oltreché Florestano Di Fausto, altri architetti di fama e prestigio come Gustavo GIovannoni, Arnaldo Fuzzi, Cesare Bazzani e Cesare Valle. Alla fine del 1937 Predappio ebbe tutti i contenitori che dovevano caratterizzare la celebrazione del potere, funzionali al suo ruolo precipuo di terra di culto. Ma dato che medesimo stile accomuna e armonizza le principali costruzioni, tale linearità costruttiva costituisce anche un ambiente urbano singolare e caratteristico.


Asilo e Oratorio di S.Rosa
(Viale Roma - Visitabile - Suore Scuola Materna S.Rosa - tel. 922249)
Edificata tra il 1925 e il 1928 è dedicata a S.Rosa da Lima ed è la prima Chiesa sorta nel territorio di Predappio Nuova.
Tra il 1928 e il 1934, sostituendosi alla Pieve di S.Cassiano in Pennino, svolse anche ruolo di parrocchia.
L'area dove si trova il complesso, dono di un privato, doveva inizialmente accogliere infatti la chiesa parrocchiale, ma il progetto di spostamento del centro del paese indussero il capo del governo a consigliare l'arresto dei lavori appena iniziati ed a promettere la costruzione, sotto il suo diretto interessamento, di una nuova chiesa parrocchiale.
L'architetto F. Di Fausto riutilizzò, così, in parte le fondamenta ormai avviate, per la costruzione di un asilo infantile con annesso un piccolo oratorio. Attualmente la piccola chiesa è custodita, insieme al vicino asilo, da 4 suore Orsoline della congregazione bergamasca e ogni anno, il 27 agosto, festeggia la propria patrona con una partecipatissima festa.
All'interno: La Madonna del Fascio. Si tratta di un grande mosaico a tutta parete realizzato dall'artista Da Silva, in stile azuleos e proveniente da una fabbrica di ceramica di Lisbona.
Venne donato in formelle e assemblato dove si trova oggi, anziché al castello delle Caminate dove era inizialmente destinato, poiché così decise lo stesso Mussolini in memoria della madre Rosa.
Una delle singolarità dell'opera è che compaiono i fasci del littorio coperti da fasci di rose, paludamento operato da una suora per salvare l'opera dalla distruzione dopo la caduta del dittatore.
Madonna del Libro, Pregevole dipinto di epoca compresa tra il XV e il XVI secolo.


ex Mercato dei Viveri
(Piazza Garibaldi)
Con la sua struttura a semicerchio colonnato domina la piazza appositamente costruita. Il centro è segnato da un arco in prospettiva con la casa natale di Benito Mussolini. L'esedra porticata, di fatto, era stata progettata per esaltare scenograficamente la casa di Mussolini tant'è che, proprio a partire dall'arco, era stata costruita un'imponente scala che sfociava davanti alla casa del duce e che, egli stesso, tuttavia, fece abbattere. La struttura è stata realizzata tra il 1928 e il 1930 su progetto di Florestano Di Fausto.


Casa natale di Benito Mussolini
(Via Varano Dei Costa)
Casa di modesta fattura, venne costruita con grossi sassi e pietra spungone senza intonaco esterno. Benito Mussolini vi nacque il 29 luglio 1883. La famiglia abitava le tre stanze del primo piano; nello stanzone ai piedi della scala, Alessandro Mussolini, padre del futuro "duce", ebbe la sua seconda bottega di fabbro. Rosa e Alessandro vi abitarono fino alla nascita del primo dei loro tre figli, Benito, poi si trasferirono al Varano.
Il progetto di sistemazione dell'area circostante la casa fu elaborata nel 1940 dall'architetto Gustavo Giovannoni. Oggi la casa è vuota e chiusa al pubblico.
Sarà aperta prossimamente.


Casa Becker
(Via Roma)
Costruita su progetto del Genio Civile di Forlì, modificata da F. Di Fausto tra il 1925 e il 1926, fu iniziata proprio il giorno della cerimonia inaugurale della fondazione di Predappio Nuova.
La sua denominazione si deve a Lord William Becker, simpatizzante della politica mussoliniana e sostenitore della nuova impresa urbanistica a cui contribuì offrendo una conveniente somma.
Il finanziamento di Lord Becker servì in modo specifico alla costruzione di questa casa il cui scopo era quello di assicurare una conveniente sistemazione per le famiglie senzatetto, sinistrate dagli smottamenti del vecchio nucleo del paese.


Edificio Postelegrafonico
(Via Matteotti)
Costruito tra il 1925 e il 1926 su progetto del Genio Civile fu modificato da F. Di Fausto. Fa parte di un primo lotto di costruzioni programmato par il nuovo centro organizzato per 10 mila abitanti. La rigida regolarità imposta dal progetto originale dà vita ad un tema compositivo giocato sulla duplicazione di alcuni elementi, che diventa caratteristica distributiva e decorativa sia dell'impianto planimetrico che del disegno dei fronti.


Scuola Elementare "Adone Zoli"
(Via Matteotti)
Fu uno dei primi edifici ad essere costruiti ( progetto di F. Di Fausto, costruito tra il 1925 e il 1927). I riproposti caratteri della villa suburbana sono qui introdotti dal tema del grande portico e accentuati dalle sporgenze dei due corpi laterali, a chiusura dello stesso portico. I busti dei tre grandi italiani che fuoriescono dagli occhi circolari sono dello scultore bolognese Ulderigo Conti.
L'edificio, nel giorno della sua inaugurazione, venne salutato come il miglior esempio di edilizia scolastica.


La Caserma dei Carabinieri

(Via Matteotti)
Realizzata con grande celerità su progetto del Genio Civile trasformato poi da F. Di Fausto nel 1926, già alla sua inaugurazione risultò inadeguata, poiché l'errato dimensionamento aveva immediatamente creato grandi disagi funzionali e distributivi. Cosicché, nel 1934, seguendo il progetto originale di F. Di Fausto, fu sopraelevato di un piano. Nel 1937, tuttavia, su progetto dell'architetto Arnaldo Fuzzi, l'edificio fu totalmente ristrutturato inglobando la restrostante Casa Mandrioli.


ex Palazzo del Fascio

(angolo Via Zoli/Via Matteotti)
Se la testimonianza del regime fascista è rimasta profondamente impressa nella Predappio di oggi, questo palazzo, di formidabile effetto nelle sue dimensioni oltreché nel contrasto dei suoi colori rossi e bianchi, ne è il simbolo. Progettato dall'architetto Arnaldo Fuzzi, e costruita tra il 1934 e il 1937 (scomparso dalla scena predappiese l'architetto Di Fausto), l'edificio è composto da due grandi corpi di fabbrica raccordati da un nucleo centrale che ospita il monumentale sistema d'ingresso. La torre littoria è posizionata a lato, simbolo di potenza, rispondente ad una architettura "virile e modernissima". Tutto il piano terreno fu destinato all'accoglimento di gruppi di "pellegrinaggio" e a centro ricreativo, in una successione di spazi pavimentati da svariati tipi di marmo (cipollino verde, bardiglio di Carrara, marmo rosa di Cagli, marmo rosa di Vagli); un ufficio turistico di propaganda, pavimentato con linoleum a vivaci colori, proponeva al visitatore pubblicazioni sul fascismo. Allo stesso piano, oltre la torre littoria, era collocato un bar ed un elegante ristorante. Il primo piano era destinato agli uffici delle segreterie dei vari comitati e a grandi sale per congressi. Nel seminterrato era collocato un albergo diurno ad uso dei visitatori. L'edificio fu inaugurato il 21 aprile del 1937, giorno natale di Roma, con un grande ballo notturno alla presenza di Benito Mussolini, Achille Starace e Galeazzo Ciano. Prossimamente sarà riaperto con funzioni polivalenti.

Palazzo Varano
(Piazza S.Antonio - Visitabile)
Attuale sede comunale è stato ricostruito tra il 1926 e il 1927 su progetto del Genio Civile di Forlì, F. Di Fausto intervenne modificandolo profondamente. Il toponimo "Varano" è di origine romana, mentre poco o nulla si conosce dell'edificio, nonostante l'assiduo sforzo degli storici locali. Fu in parte residenza per famiglie indigenti e in parte scuola elementare. Per circa vent'anni fu dimora dei Mussolini avendo insegnato qui Rosa Maltoni, la madre del futuro dittatore. I tre piani sono tuttora collegati da uno scalone in pietra grigia proveniente dalle cave viterbesi di Peperino. Benito Mussolini provvide a proprie spese agli oggetti d'arredo e inviò da Roma 11 casse colme di suppellettili. Nell'attuale sede del Consiglio Comunale per molti anni la comunità di Predappio si riuniva per affollate veglie danzanti.

 

 

 





Asilo S. Rosa





madonna del fascio





madonna del libro



piazza Garibaldi
ex mercato dei viveri






Casa natale di Benito Mussolini










casa Becker











edificio Postelegrafonico









scuola elementare







Caserma dei Carabinieri







image


ex Palazzo del Fascio

 

 

 









image

Palazzo Varano











casa dei sanitari











Chiesa S. Antonio



Casa dei Sanitari
(Piazza S.Antonio)
Costruita tra il 1929 e il 1931 su progetto di F. Di Fausto è in realtà un complesso che comprende tre edifici. Abbandonata infatti l'idea di un vero e proprio ospedale, troppo costoso e difficilmente gestibile per un'utenza pressoché inconsistente, si optò per una struttura con farmacia, abitazione dei sanitari, medici ed addetti compresi, ambulatorio e dispensario antitubercolare. Il complesso fu inaugurato da Benito Mussolini il 29 luglio 1931, con la recalcitrante presenza delle autorità religiose, contrariate con il capo del Governo per l'improvviso avvenuto scioglimento dell'Azione Cattolica.


Chiesa di S.Antonio da Padova

(Piazza S.Antonio - Visitabile - tel. 0543/922104)
Costruita su progetto dell'architetto Cesare Bazzani ed inaugu-rata nel 1934 domina con la sua imponenza la piazza e chiude la visuale di Via Matteotti. Il suo interno è organizzato a croce latina su tre navate divise da larghi pilastri e riecheggia lo stile bramantesco.
La prima pietra della costruzione, dedicata a S.Rosa da Lima, fu posta il 30 agosto 1925 su un terreno donato da un privato e con il patrocinio di un comitato diretto da Rachele e Arnaldo Mussolini.
Ma le difficoltà politiche intercorse in quel tempo tra Stato e Chiesa bloccarono di fatto gli entusiasmi costruttivi del regime e solo nell'ottobre del 1931 iniziarono i lavori della Chiesa, dedicata non più a S.Rosa ma a S.Antonio, evangelizzatore francescano delle terre di Romagna.
La facciata principale della chiesa è rivestita con lastre di marmo di Cagli e di Trani, nella lunetta bronzea opera dello scultore Publio Morbiducci campeggia la figura di S.Antonio appoggiato su un ceppo di quercia.


La torre campanaria

La costruzione, che presenta evidenti richiami a quella di S.Marco a Venezia, costituì il prototipo per tutti i campanili costruiti in quegli anni nell'intera Romagna.

Ex Casa G.I.L.
(Via IV Novembre - Visitabile)
Costruita nel 1937 dall'architetto Cesare Valle (che progettò anche le sedi G.I.L. di Forlimpopoli e Savignano sul Rubicone) mostra una costruzione sobria e di buona qualità distributiva.
Non a caso. La sede della Gioventù Italiana del Littorio venne costruita infatti quando già il paese era stato dotato di tutti i suoi contenitori sociali e l'esigua dimensione dell'edificio potè imporre al progettista palese rinuncia a qualsivoglia elemento del vocabolario retorico del regime.
La Casa era distribuita tra i reparti per i "balilla" e per gli "avanguardisti", che erano dotati di sale di lettura, e i reparti per le "piccole italiane" che avevano invece un'aula per l'insegnamento dell'economia domestica. Oggi l'edificio è sede della Comunità Montana dell'Appennino Forlivese.


Casa di Cura "Opera S.Camillo" - Ex Villa Castelli

(Viale della Libertà)
Costruita su progetto dell'architetto De Angeli per l'ingegner Castelli, bolognese, direttore dello stabilimento Caproni, non fu mai abitata da quest'ultimo e dalla sua famiglia. Nel 1942, infatti, per la cattiva gestione dell'azienda affidatagli, Castelli fu mandato al confino e la villa messa in vendita. Interessato all'acquisto il comando generale della G.I.L. la fece valutare. Ne risultò una somma di 2 milioni e 600 mila. Nel dopoguerra la villa fu acquistata dall'Opera S.Camillo e trasformata in casa di cura.






















ex villa Castelli

Cimitero Monumentale

(sulla Strada Statale 9Ter, a 2 chilometri e mezzo dal centro in direzione Premilcuore)
Di stile romanico è un ampio quadrilatero organizzato in posizione romboidale.
È stato costruito nel 1939 su progetto dell'architetto Florestano Di Fausto che in uno dei suoi angoli vi ha inglobato l'austera basilica di S.Cassiano in Pennino.
La sistemazione del cimitero nacque dall'intenzione di Benito Mussolini di riunire le salme dei genitori e costruire un famedio per i propri congiunti, ma, soprattutto, di dare un aspetto monumentale al luogo che ospitava la tomba della madre, visitata incessantemente da tutta Italia e ornata di fiori freschi donati a turno dagli agricoltori d'Italia.
Secondo il progetto di F. Di Fausto il quadrilatero è costruito per tre lati da percorsi porticati mentre uno dei lati è occupato dalla Pieve.
Su altri due angoli contrapposti, ad esaltare la visione prospettica del famedio dei Mussolini, figurano l'ingresso e la cappella per le funzioni religiose nella cui cripta è custodita la tomba dell'ex dittatore e della sua famiglia.
All'interno: La tomba di Benito Mussolini. La cripta della cappella, oltreché la tomba del "duce", custodisce quella dei suoi genitori, della moglie e dei figli.


Chiesa di S.Cassiano in Pennino
(Visitabile - tel. 0543/922274)
Situata su un angolo del cimitero monumentale di S.Cassiano, risale al XI secolo.
Le prime citazioni relative alla pieve risalgono al 1001, ma la tradizione popolare vuole che il complesso religioso sia sorto nel V sec. d.C. per volontà di Galla Placidia, figlia dell'imperatore Teodosio che da Ravenna guidò l'impero Romano d'Occidente.
Più probabile l'origine attribuita all'iniziativa dei primi cristiani che la costruirono sulle fondamenta di un preesistente tempio pagano.
La località, infatti, antico valico di attraversamento dell'Appennino fra Gallia ed Etruria, era già abitata in tempi pre-cristiani.
Nominata anche come basilica, ebbe, almeno fino al'600, grande importanza religiosa ed amministrativa. Gravemente danneggiata da un terremoto o da una frana nel XVII secolo, fu sottoposta ad un profondo rifacimento baroccheggiante e nuovamente consacrata nel 1643.
Un ulteriore restauro si registra nel 1863.
L'ultimo rifacimento, iniziato nel 1930 e concluso nel 1934, ha ridato alla chiesa il suo profilo romanico.
In quel frangente, l'intero complesso venne demolito e il progetto di ricostruzione affidato alla Sovrintendenza all'Arte medievale e moderna dell'Emilia-Romagna.
Per la ricostruzione stilistica, curata dagli architetti Icchia e Corsini, fu scelta la strada dei criteri analogici adottando come modelli di rifacimento le basiliche paleocristiane di Ravenna.
Una nuova torre campanaria vi fu annessa nel 1935; negli anni 1940-1941 vennero realizzati i complementi in stile necessari alla funzionalità liturgica della chiesa.
All'interno: Il crocifisso, opera di un allievo del Beato Angelico.
La cripta, è la parte più antica della chiesa. Forse di origine bizantina, custodisce una esposizione documentaria e fotografica della storia della Pieve.












image

entrata Cimitero Monumentale


Cimitero Monumentale




basilica
S. Cassiano in Pennino



image
Chiesa di S. Cassiano
in Pennino

I dintorni

Villa Pandolfa
(Lungo la strada statale 9Ter in direzione Predappio a 3 km provenienti da Forlì)
Un tempo fastosa per atrio, scalone e saloni in cui si conservavano dipinti del Palmezzano, del Cagnacci e del Cignani è stata patrimonio della nobile casata dei marchesi Albicini. Deve il suo nome a Pandolfo Malatesta quivi attestatosi con le sue truppe nel 1442 mentre si accingeva ad assediare il castello di Fiumana.


Chiesa di S. Agostino in Rocca d'Elmici
(Via Rocca d'Elmici, seguire le indicazioni stradali - Visitabile - tel 0543-940088)
Di grande suggestione è una semplice costruzione romanica (risale al XII secolo) in pietra arenaria e spungone, ricca di affreschi di varie epoche.
All'esterno una quercia secolare ombreggia la stradella d'accesso, nei dintorni sono state trovati reperti archeologici ed antiche tombe. Appartenne agli eremiti Agostiniani del Monastero dei Portuensi di Ravenna.
All'interno: Danza della morte, affresco, risalente al XVI secolo.
S.Girolamo, affresco, databile tra il XIV e il XV secolo, raffigura il santo in cappa cardinalizia.
Madonna in trono, affresco, databile tra il XIV e il XV secolo, raffinata memoria pittorica umanistico-rinascimentale

Rocca d'Elmici
(A 2 chilometri da Predappio, percorrendo Viale Roma in direzione Fiumana)
Restano oggi solo i ruderi dei bastioni dell'antica Rocca e le tracce del Castello di quella che un tempo fu una fortificazione contesa e più volte distrutta.
Il Castrum Elmizie, fu prima fundus poi castrum, soggetto ai Calboli sin da 900.
Passò poi a Ugone del Sasso nel 970, quindi a Simone di Particeto che lo donò all'Abbazia di Isola. Incendiata dai Fiorentini nel 1236, fu soggetta alla Curia di Ravenna, ai Calboli e agli Ordelaffi, per andare poi alla Santa Sede (1359) che la cedette a Cervatto Sassoni di Cesena. Tornata agli Ordelaffi fu fortificata da Pino nel 1471 e dal 1535 passò definitivamente al Comune di Forlì.

Rocca delle Caminate
(Strada Provinciale n. 126, a 4 chilometri dall'abitato di Predappio imboccando Via Mazzini in direzione Meldola - Solo visite guidate nel parco - tel. 0543/923020)
È collocata lungo una strada che attraverso numerosi tornanti sale verso lo spartiacque con la valle del Bidente. Di probabili origini romane fu, forse, torre di avvistamento. L'origine del castello risalirebbe invece al X o XI secolo. Visse qui nel 900 Guido delle Caminate e nel 997 la rocca fu residenza e castello dei Belmonte di Rimini che ne conservarono la proprietà fino al 1469. Il castello fu distrutto almento tre volte: nel 1212, nel 1236 dai faentini e nel 1469 da Pino Ordelaffi che lasciò indenne solo la torre centrale. Passato alla Repubblica Veneta e in seguito a varie famiglie nobiliari venne totalmente distrutto dal terremoto del 1870. Quando la Federazione Provinciale Fascista di Forlì l'acquistò non era altro che un ammasso di macerie. Nel 1923 fu ricostruita integralmente, secondo la teoria del falso storico, su disegno degli architetti L.Corsini e S.Baccarini. Gli ambienti destinati alla residenza furono riprogettati secondo un gusto neomedievale che voleva riprodurre una presunta e archetipica immagine architettonica del Medioevo romagnolo.
Nel 1927 la Rocca fu donata a Benito Mussolini che ne fece la sua residenza estiva. Per Margherita Sarfatti, Rocca delle Caminate simboleggiava il nuovo "nido dell'aquila" che da Predappio aveva volato fino a Roma. Vi soggiornarono i membri della casa regnante, capi di stato, ambasciatori di varie nazioni. Nel 1943 la Rocca fu sede della prima riunione del Consiglio dei Ministri della Repubblica Sociale Italiana.

 

villa Pandolfa



chiesa di S. Agostino

 

 

 

 

 

 

 

 

Rocca delle Caminate

www.roccadellecaminate.it

   

 

A tre chilometri a monte di Predappio, su uno sperone roccioso sul quale si staglia l'antica rocca attorno a cui si coagula la storia del minuscolo paese, sorge Predappio Alta.
Il piccolo borgo medievale deve la sua denominazione ad un regio decreto del marzo 1936 che volle in tal modo diversificarre l'antico agglomerato dalla nuova città che stava sorgendo a valle. Ma il toponimo Predappio risale, probabilmente, al nome dei militari romani imparentati o seguaci dell'antica famiglia degli Appi insediatisi nella valle dopo la cacciata dei Galli Buoi. La località, conosciuta come Presidium Domini Appi, era abbreviata nei documenti in Pre.D.i.Appi. e da qui sarebbe derivato il nome. L'edificazione della rocca si deve a Giovanni d'Epée o d'Appia, che nel 1283 ottenne il castello dal pontefice Martino IV in cambio della sua opera per riportare sotto il dominio della chiesa le città ribelli in mano ai ghibellini. La storia di Predappio e del suo castello, con l'inizio delle lotte feudali, si identifica con quella di Forlì e dello Stato della Chiesa ed è legata alle fazioni guelfe e ghibelline delle famiglie dei Calboli e degli Ordelaffi di Forlì. Donata alla Repubblica di Firenze da Francesco de Calboli nel 1382, fu eretta in Comune ma passò nuovamente agli Ordelaffi e in seguito alla Santa Sede che la tenne fino all'invasione francese. Trascorso il dominio napoleonico, il territorio ritornò sotto lo Stato Pontifico fino all'unità d'Italia. Fino al 1927 fu sede del Comune, funzione della quale fu espropriato nel momento in cui apparve più consono alla sua funzione di paese del "duce" creare più in basso una moderna città.

 

Predappio Alta

www.bottegartistica.it

Il castello
L'origine del Castello di Predappio è analoga a quella dei vicini castelli di Elmici e delle Caminate, sorti intorno al '900 ad opera di feudatari locali. Nel 909 il Castrum Petre Appi apparteneva ai Calboli, che lo dotarono di strutture difensive. Fortificato nel 1471 da Pino Ordelaffi, potente signore di Forlì, si presentava quasi imprendibile, difeso com'era da due torrioni d'angolo e da formidanili mura ma soprattutto dalla posizione dominante. Scuro e imponente ancor oggi si eleva con slancio dalle piccole case strette ai suoi piedi. Dovette essere tuttavia più presidio strategico che baluardo bellico, tant'è che, in assenza dei saccheggi e delle distruzioni cui furono soggetti i castelli intorno, è giunto sino a noi quasi nel suo assetto originario.

La portaccia
Di epoca medievale costituiva, e costituisce tuttoggi, l'accesso al borgo fortificato. L'immagine sacra sul frontale è la riproduzione di un quadro antico lì collocata per volere della famiglia Zoli che abitava la casa a fianco.

Santuario della Beata Vergine della Maestà

(Via Piccinini - Visitabile - tel 0543-922323)
Di origine settecentesca, fu restaurrata nel 1927 dall'architetto Antonio Rizzi e dedicata alla Beata Vergine della Maestà, per grazia ricevuta e in memoria dei caduti della guerra del 1915/1918.
All'interno: Beata Vergine della Maestà, affresco dipinto su sasso da anonimo autore gotico veneto-romagnolo della prima metà del secolo XIV, collocato sull'altare maggiore nel 1774. Precedentemente l'affresco era murato all'ingresso della Rocca.

Chiesa di S.Maria Assunta

(Piazza Cavour - Visitabile - tel 0543-922323)
Chiesa di impianto ottocentesco occupa con la sua mola un lato della piazzetta Cavour. Costruita su una navata è la chiesa parrocchiale di Predappio Alta. All'interno: "Ascensione" Olio su tela attribuito alla scuola del Cignani (XVII secolo).


La ca' de sanzves
(Piazza Cavour - Visitabile - tel 0543-922410)
Quasi una reggia per il re dei vini romagnoli, il Sangiovese, appunto, vino rosso granata intenso con orli violacei che nei territori intorno ha trovato zona ad alta elezione produttiva ed occasione per sagre e feste. L'enoteca, arricchita da un picccolo ma significativo museo vinicolo, è ubicata all'interno di un edificio le cui cantine risalgono al Œ400. Si tratta infatti di una vecchia abitazione appartenuta alla famiglia Zoli, che ebbe tra i suoi esponenti il parlamentare di ispirazione cattolica Adone Zoli più volte ministro e presidente del consiglio negli anni '50, che la donò alla comunità predappiese.


I dintorni

Villa Salta
(A 5 chilometri dal paese in direzione Baccanello o Riggiano, verso Predappio Alta - Visitabile - Tel 0543-35236)
A tre piani con una elegante torretta che fungeva da colombaia, ampie sale ed un oratorio ricco di stucchi, risale al XV secolo. Nel sottosuolo intorno alla villa sono rinvenuti resti romani che testimoniano l'esistenza di un tempio votivo dedicatio a Deus ed Era. Appartenne alla nobile famiglia Raineri Biscia, fu casa natale di Rachele Guidi, moglie di Mussolini e figlia dei custodi della villa, e residenza estiva del senatore Adone Zoli. Attualmente ospita un Centro di salute.


Villa I Raggi
(Ubicata in frazione Colmano, in direzione Castrocaro Terme)
Fu fatta edificare nel XVIII secolo al centro di un ombroso parco. Una lapide ricorda l'ospitalità offerta a Giuseppe Garibaldi nella sua fuga dopo la caduta della Repubblica Romana. Nel suo parco esiste un'area perimetrata con tavolo e sedili in pietra sulla quale circola un'antica leggenda che narra che chiunque vi entrasse ricevesse diritto d'asilo.


Ex stabilimento aeronautico Caproni

(Strada Comunale Predappio Alta)
Fu l'unico impianto industriale sorto qui in epoca fascista. La parte bassa dell'intero complesso, i cui lavori iniziarono nel 1933, venne edificata inglobando due edifici gemelli appertenenti alla Società Zolfi. Terminata nel 1935 iniziò la propria attività con la costruzione degli aerei trimotori Savoia Marchetti S.M. 81 Pipistrello. A partire dal 1937 ospitò la produzione in esclusiva, per un totale di 150 esemplari, dell'aereo Caproni Ca. 164, biplano da addestramento. Nel 1940 lo stabilimento venne ampliato per far fronte all'attività di costruzione di aerei da guerra, stimolata dall'ingresso dell'Italia nella seconda guerra mondiale. Con l'occupazioone nazista buona parte dei macchinari fu trasferita al nord e la produzione interrotta. Nel dopoguerra lo stabilimento fu adibito ad altre attività, fra cui incubatoio scientifico legato all'avicoltura e industria di arredamenti per navi. Sulla destra ci sono i locali che ospitavano un tempo le officine; sulla sinistra, nelle viscere della collina, un sistema di tunnel sotterranei, fungeva da deposito e da difesa. Al loro interno sono state impiantate, tra le prime in Italia, coltivazioni di funghi champignons. Oggi, per il complesso, si valutano progetti di allestimento di un museo aeronautico.

www.ellevuelle.it/ellevuelle-ricerca/tesi/ex-officine-caproni.html
www.stenos.it/html/caproni_predappio.html


Le grotte della zolfatara
(A due chilometri da Predappio Bassa, strada a destra prima di Predappio Alta)
Presenze caratteristiche dell'ambiente naturale predappiese sono il prodotto dell'attività estrattiva dello zolfo, in passato fonte di reddito per le famiglie locali. Appartenute prima alla famiglia Manzoni poi all'Anic di Ravenna furono abbandonate verso il 1950. Caratterizzate dalla presenza di acque sulfureee, da stalattiti, da roccia sedimentaria che racchiude numerosi fossili, fino a pochi anni fa erano popolate da una ricca colonia di pippistrelli. Alcune mostrano caratteristiche curiose che hanno dato il nome ai vari siti. Dal 1981, nel periodo natalizio, le grotte ospitano una grande rappresentazione sacra della Natività. Abili costruttori allestiscono carrellate di scene come in una rappresentazione cinematografica ogni anno diversa.

clicca qui per scaricare l'opuscolo

______________________________________________________



per vedere i video di Predappio su www.youtube.com digitare :

- Predappio mostra documentaria sul "Giovane Mussolini" - You Tube

- Polifemo a Predappio - You Tube
- Prog-res. Ex stabilimento aeronautico Caproni di Predappio - You Tube

- Progetto Atrium Predappio e dintorni - You Tube
- Atrium architettura del ventennio a Predappio - You Tube
- Atrium. video presentazione progetto mov.
- You Tube

- Predappio in luce - You Tube
- il vero Fascismo
- You Tube

- Telesanterno - comuni alla ribalta Castrocaro e Predappio - You Tube

- Predappio moto tagliatella - You Tube
- Predappio Rocca delle Caminate - You Tube
_________________________________________________________

CLICCA SUL "CICLISTA" E SCEGLI
TRA I DIECI ITINERARI IN BICICLETTA

Dieci percorsi da effettuare in un
territorio affascinante considerato a
misura di bicicletta.... pedala, passaparola

image
Il Castello



image
Santuario della Beata
Vergine della Maestà

image
Beata Vergine della Maestà

 



La ca' de sanzves

www.laveciacantena.it

www.grovignani.com



image

Villa Salta

www.villasalta.it






Villa i Raggi

www.villairaggi.com





 




ex Stabilimento Caproni














presepi nelle grotte

www.predappioalta.org